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Con l'Aiuto di Dio …
Dal giuramento di Quierzy (877)
Patto di fedeltà tra Carlo il Calvo e i suoi fedeli
Giuramento dei fedeli

" Io vi servirò fedelmente per quanto saprò e potrò con l'aiuto di Dio, senza inganno o frode…affinché quel potere che Dio vi concesse, voi possiate conservarlo ed esercitarlo secondo la sua volontà e per la salvezza vostra e dei vostri fedeli."

Giuramento del Re

" Anche io, per quanto saprò e potrò ragionevolmente fare, con l'aiuto di Dio, onorerò ciascuno di voi secondo la sua posizione e la sua persona, e veglierò che egli sia onorato e aiutato… e userò verso di lui quella giusta misericordia di cui egli avrà bisogno e di cui farà ragionevole richiesta come un re fedele deve onorare e salvaguardare , secondo giustizia, i suoi fedeli."

Giuramento del cavaliere

"…Non distruggerò i mulini e non ruberò il grano che vi si trova, salvo quando sarò in cavalcata o in spedizione militare pubblica e solo sulla mia propria terra."

E a proposito di cavalieri…
Uomini d'arme, signori della guerra

I cavalieri consacrati  dalla Chiesa e ricondotti alla mansuetudine, dovevano difendere i deboli e combattere i prepotenti. In questo modo non avrebbero più tormentato i contadini. La teoria restava lontana dalla realtà : la cavalleria è stata  argutamente qualificata non militia, sed malitia per indicare un gruppo sociale non devoto alla pace e all'ordine, ma una perenne fonte di malvagità.

( S. Guarracino. Storia dell'età medievale )

Tributi ed ancora tributi.
Dal Capitolare di Quierzy
Obblighi dei coloni e dei servi della gleba.

" Ogni funzionario ci invii a Natale…con conti chiari e metodici di tutti i nostri redditi…i conti delle terre arate con i buoi dei nostri bovari e delle terre arate dei possessori di mansi che ci devono corvèe di aratura…il conto dei mulini, delle foreste, dei campi, dei ponti…quello dei mercati, delle vigne…il conto del fieno, della legna da ardere, delle torce, delle assi di legno, del legno da lavorare."

Dei lavoratori della terra…

Il servo della gleba è servo di tutti. Del milite, del valvassino, del valvassore, del vassallo, del re. A ciascuno offre il suo tributo. Egli ha un numero infinito di doveri. Se circola su una strada polverosa paga il rotatico o anche il polveratico, se cammina sulla riva di un fiume paga il ripatico, se vuole attraversare un ponte paga il pontatico, se ha bisogno d'erba per le mucche paga l'erbatico. Quando il figlio del feudatario riceve l'investitura di cavaliere il contadino deve offrirgli ricchi doni. Il figlio del contadino feudale è quasi sempre costretto a seguire il mestiere del padre: se decide di studiare o andare in seminario, il padre deve pagare una multa salata perché il castello perde un lavoratore.
Ma non basta! Se il suo signore gli ordina di abbandonare i campi e seguirlo in battaglia, egli deve obbedir tacendo!

Il Castello

"Le grandi città iniziarono a spopolarsi con la decadenza dell'Impero Romano: le loro ricchezze attiravano i popoli invasori. Gran parte della popolazione si trasferì nelle campagne, intorno alle ville fortificate che, in caso di guerra, potevano offrire un rifugio abbastanza sicuro. Intorno ai monasteri nati nel sesto secolo, si raccoglievano piccoli gruppi di contadini e artigiani e nascevano paesetti e borgate. Ma più spesso i nuovi signori di origine barbarica si costruivano sulle alture meglio difese, i loro castelli."
( Da: La formazione dei centri urbani in Italia, Loescher)


Vita da Castellani

Il signore feudale abitava nel torrione. Nel torrione ogni piano era occupato da una sola stanza: il primo piano fungeva da magazzino,

Elaborato anno scol. 1999/2000